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A proposito del "caso Bruschi"

Da qualche giorno a questa parte si sente parlare del "caso Bruschi".
Vediamo cosa è successo.

Tutto accade il 18 agosto su Facebook in relazione al fatto che siano irregolari gli avvisi di chiamata diretta di alcune scuole della Lombardia in cui si distinguono i posti di diritto da quelli di potenziamento. A tal riguardo in un post il dirigente tecnico Max Bruschi scrive: «Se [il dirigente scolastico] è credente, preghi, ma molto, che non sia uno dei ds che sarò chiamato a visitare per la valutazione. Perché è su queste "cure" che un ds mostra se è "buono / no buono". Non sulla "bigiotteria"».
Sui social questa frase è stata pesantemente criticata da tanti Dirigenti scolastici, pertanto immediatamente, l’ispettore Bruschi ha posto le sue scuse, scrivendo sulla stessa pagina Facebook: «Vedo l'intervento di alcuni ds in merito al "tono" del post e alla battuta sulla preghiera. Sinceramente me ne scuso. Era lo ribadisco una battuta e come tale andava presa. Ma se è stata presa a male, la responsabilità è di chi la fa, più che di chi la riceve. Avevo pensato di toglierla. Ma ho ritenuto opportuno e giusto lasciarla e scusarmene».

ANP per voce del suo vice-presidente Mario Rusconi, intervistato dal Direttore de La Tecnica della Scuola Alessandro Giuliani, dice:
[Domanda]
«Rusconi, come giudica le parole di Bruschi?»
[Risposta]
«Sono delle esternazioni molto gravi: un dirigente del Miur che minaccia dei "colleghi" esprimendosi in quei termini non è tollerabile. Ancora oggi moltissimi dirigenti ci stanno chiedendo spiegazioni e di prendere posizione. Anche perché dal suo intervento è trapelato una sorta di bullismo tra adulti, espresso in un contesto, quello scolastico, dove tutti si stanno adoperando per vincere questo genere di messaggi.»

[Domanda]
«Però Bruschi si è scusato … »
[Risposta]
«Evidentemente ha compreso la gravità di quanto esternato dopo le immediate rimostranze di chi si è sentito intimidito. Rimaniamo basiti, tra l’altro, che tutto ciò sia avvenuto tramite Facebook. La valutazione dei dirigenti scolastici è un argomento che riteniamo fondamentale, ma merita ben altri prosceni.»

In queste ore si stanno moltiplicando sulla rete prese di posizione a favore o contro le esternazioni del dirigente Bruschi, come ad esempio quella di un forum di docenti che gli esprimono solidarietà perché "gli insegnanti stanno subendo umiliazioni di ogni tipo".

L'ANP Lombardia, per voce del suo presidente Massimo Spinelli, ha scritto all'USR regionale per evitare ai dirigenti soclastici ulteriori occasioni di dileggio, dopo quelli già noti dei "presidi sceriffo" lanciati dai sindacati durante l'iter di approvazione della legge sulla Buona Scuola.

Inutile segnalare infatti che l'anno scolastico che sta volgendo al termine ha visto tutti i dirigenti scolastici italiani farsi carico dell’implementazione della riforma scolastica e di procedure del tutto nuove con ritmi insostenibili e senza poter contare su indicazioni operative realmente efficaci; lavorare in queste condizioni è stato tutt’altro che semplice.
Non si può pertanto pensare di far ricadere sui presidi tutte le difficoltà di un anno scolastico difficile e travagliato.

Ci auguriamo che il caso possa rientrare quanto prima nei limiti di una normale dialettica tra le parti, ma al tempo stesso pensiamo che sia necessario un intervento del Ministro per formare in modo adeguato quelle persone che fanno parte dei comitati di valutazione dei dirigenti scolatici. È l’unico modo, secondo noi, per far capire a certa gente che per la verifica dell’operato non ci sono asce da tirare, ma solo pratiche da migliorare.

 

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